IL MUTUO DIVENTA GRATUITO SE IL T.A.N. e/o IL T.E.G. RISULTI USURARIO A CAUSA DEL REGIME COMPOSTO DEGLI INTERESSI “NASCOSTO” NEL PIANO DI AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE.

Importantissima sentenza del Tribunale di Roma, che dapprima ribadisce il principio già affermato dallo stesso Foro nonché da Corte di Appello e Tribunale di Bari, Corte di Appello e Tribunale di Campobasso, Tribunali di Massa, Lucca, Roma, Napoli, Cremona, Pistoia, etc.) per il quale TUTTI I MUTUI CON AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE SONO ILLECITI, poiché nascondono, nel piano di ammortamento, uno stratagemma occulto – il c.d. regime di capitalizzazione composta degli interessi - che porta ad una ILLEGITTIMA LIEVITAZIONE ESPONENZIALE DEGLI INTERESSI e dunque ad un MONTE INTERESSI NOTEVOLMENTE SUPERIORE A QUELLO DOVUTO in base al tasso di interesse (TAN) pattuito in contratto.

Soprattutto, però (e qui sta la novità epocale di questa sentenza), afferma che, qualora il tasso di interesse ricalcolato con l’incidenza di tale illecito costo occulto superi il tasso soglia usura, il mutuo diviene GRATUITO.

Il provvedimento non può che essere accolto con grande entusiasmo dal presente Studio Legale, in quanto sposa appieno l’approdo in diritto che l’Avv. Dario Nardone ebbe ad esporre nel proprio articolo “Il regime finanziario di capitalizzazione composta degli interessi nei finanziamenti rateali: criticità e soluzioni, aprile 2020" (edito su Altalex e su Il Caso), nel quale scriveva: “Inoltre, la verifica del T.A.N. in regime di capitalizzazione semplice calcolato mantenendo invariata la periodicità e l’ammontare della rata costante inizialmente convenuta in contratto, potrebbe evidenziare un T.A.N. superiore al tasso soglia usura vigente al momento pattizio; le conseguenze, in tale ultima evenienza, sarebbero drammatiche quanto incontrovertibili: essendo stato in realtà pattuito un tasso di interesse corrispettivo usurario ab origine, il finanziamento diverrebbe necessariamente GRATUITO ai sensi dell’art. 1815, secondo comma, c.c., con contestuale perpetrazione dei reati previsti e puniti dagli artt. 640 e 644 c.p.”.

Ebbene, scrive ora il Tribunale di Roma in senso assolutamente conforme: “... tra i costi, le commissioni e le spese direttamente collegate all’erogazione del finanziamento va incluso anche il costo occulto a carico del mutuatario, insito nell’utilizzo del regime di capitalizzazione composta nella redazione del piano di ammortamento (alla francese), costo pari al differenziale scaturito dal minor importo della rata risultante dall’applicazione del regime di capitalizzazione semplice… Pertanto va accertata l’usurarietà del tasso di interesse effettivo (TEG) concordato nel contratto di finanziamento in contestazione.

Conseguentemente, va dichiarata, ai sensi dell’art. 1815, co. 2, c.c., la nullità della clausola di pattuizione degli interessi corrispettivi e la GRATUITÀ del finanziamento, non essendo dovuto alcun interesse”.

La portata del fenomeno è ENORME, perché l’ammortamento alla francese è il più diffuso (se non esclusivo) e perché il regime scorretto, molto più gravoso per il mutuatario, è in esso universalmente applicato: i mutuatari hanno diritto di RICHIEDERE ALLE BANCHE TUTTI GLI INTERESSI PAGATI.