Ex imprenditore di Torino salva la casa dal pignoramento grazie all’intervento tempestivo e professionale dello Studio DePaoli. La Legge 3/2012 è stata introdotta per risolvere i casi di situazione debitoria di soggetti non fallibili e tiene conto delle reali possibilità di ripagare i creditori. Tale legge in sostanza consente al debitore sovraindebitato di raggiungere un accordo con i creditori e salvare buona parte del suo patrimonio, a partire dalla casa.

Purtroppo oggi, in un contesto economico reso particolarmente complicato dall’emergenza epidemiologica, sempre più artigiani e liberi professionisti si trovano in una situazione di forte indebitamento. I motivi sono tanti e non sempre sono riconducibili a comportamenti scorretti o illegali del debitore, ma semplicemente ad una serie di sfortunati eventi.

Nel contesto attuale è facile perdere il lavoro, non essere pagati dai propri clienti o magari affrontare spese impreviste. In questi casi il rischio di perdere la casa, che dovrebbe essere considerata un bene inalienabile, è purtroppo molto alto.

Come può il debitore scrollarsi di dosso i debiti?

Le procedure previste sono 3:

• il piano del consumatore (pensato solo per le persone fisiche);

• l’accordo di composizione della crisi;

• la liquidazione del patrimonio.

Se il debitore ha reddito o beni sufficienti per raggiungere un accordo con i suoi creditori, può salvaguardare la parte più importante del suo patrimonio, a partire dalla casa.

Con il piano del consumatore o l’accordo di composizione della crisi il debitore, a seconda delle sue possibilità, versa una quota mensile stabilita direttamente dal giudice oppure concordata con i creditori.

Se invece non ha la possibilità di ripianare i debiti poiché non ha reddito o beni sufficienti, l’unica alternativa rimasta è la liquidazione del patrimonio, proprio come avviene per imprese ed attività commerciali.

Il debitore mette a disposizione quello che ha: un immobile, una casa o una parte del suo reddito per pagare una quota mensile stabilita dal giudice per un certo numero di anni. Conclusa la procedura, che secondo la nuova riforma del Codice della crisi d’Impresa in vigore dal 2021 dura 3 anni, i debiti rimanenti vengono cancellati poiché non è possibile ripagarli né ora né in futuro.

Oggi raccontiamo la storia di Mario, un nostro cliente che è riuscito a salvare la casa dal pignoramento proprio grazie al nostro intervento risolutivo. Conosciamo la storia di Mario per avere un esempio pratico di come è possibile salvare la casa anche in situazioni critiche, per non dire disperate.

Così Mario ha salvato la sua casa e ha ripagato i debiti: un esempio concreto

Mario ha 40 anni e vive in provincia di Torino. Per una serie di sfortunati eventi ha seriamente rischiato di perdere la casa a causa dei pesanti debiti contratti. È riuscito a salvare il suo unico immobile grazie alla nostra assistenza.

Mario è un imprenditore dinamico e ha deciso di aprire un’attività tutta sua. Dopo aver accumulato una certa esperienza, apre un’impresa individuale nel settore dell’edilizia. I suoi sogni purtroppo crollano durante la crisi del 2008 ed è costretto a chiudere la ditta. Resta disoccupato e non riesce a ripagare i debiti contratti negli anni precedenti la sua vecchia attività.

Chiede aiuto alla sua compagna, che approfitta della situazione, e le intesta due auto ed una barca. L’Agenzia delle Entrate avvia una verifica fiscale, poiché in seguito a controlli incrociati il patrimonio di Mario risulta incongruente rispetto al suo stato di disoccupato. Dopo la verifica a Mario vengono addebitati ulteriori interessi, sanzioni ed imposte. A tutto ciò si aggiungono altri debiti, legati alla proprietà ed all’utilizzo dei veicoli e del natante intestati alla compagna.

Questi problemi determinano anche una crisi sentimentale, che porta alla fine della relazione e della convivenza di Mario con la compagna. La questione finisce in mano agli avvocati che trovano un accordo sulla carta conveniente per Mario. L’ex compagna si impegna infatti a pagare i debiti da lei causati e a vendere l’imbarcazione, per poi versare il ricavato a Mario.

In attesa di ricevere quanto concordato, Mario richiede un finanziamento bancario per acquistare un piccolo appartamento. L’ex compagna purtroppo non mantiene la parola data e Mario si trova in una situazione di forte indebitamento, col rischio concreto di perdere la casa.

La soluzione trovata dallo studio DePaoli

Mario, ormai disperato, si rivolge a noi prima che la situazione potesse precipitare definitivamente. Innanzitutto abbiamo analizzato nei minimi particolari la storia e la documentazione che Mario ci ha fornito per trovare la soluzione più adatta al suo caso.

Era prioritario salvaguardare l’immobile e perciò abbiamo proposto un accordo ai creditori, accettato con un voto favorevole del 60% degli aventi diritto.

Il nostro accordo ha consentito di soddisfare:

• la Banca che aveva concesso il finanziamento nella misura del 70%, limitatamente alla sola quota capitale;

• l’Agenzia Entrate Riscossione nella misura del 17%;

• i creditori privilegiati con una quota variabile tra il 16 ed il 18%;

• i creditori chirografari con una quota variabile tra il 15 ed il 16%.

L’accordo è stato possibile grazie anche al prezioso contributo della famiglia di Mario, che si è impegnata a versare ogni mese una quota di denaro per tutta la durata della procedura, stabilita in un periodo di 4 anni.

Liquidazione del patrimonio: l’alternativa da scongiurare

I creditori hanno accettato la nostra proposta, anche perché molto più conveniente rispetto all’alternativa rappresentata dalla liquidazione del patrimonio. In tal caso Mario avrebbe perso la casa, che sarebbe poi stata venduta all’asta ad un prezzo molto più basso del suo reale valore. La Banca sarebbe stata soddisfatta in percentuale molto minore, mentre gli altri creditori non avrebbero ottenuto nulla.

Grazie all’accordo i creditori sono stati soddisfatti e cosa molto più importante Mario è riuscito a salvare la casa.

Ogni procedura ha modalità, tempistiche e dinamiche diverse che vanno adattate e plasmate secondo le diverse esigenze e le situazioni contingenti. Gli elementi da considerare sono fondamentalmente tre: capacità reddituale, patrimonio ed ammontare complessivo dei debiti.

Per individuare la procedura più adeguata per una cancellazione totale o parziale dei debiti ed ottenere un parere favorevole del Tribunale è di vitale importanza affidarsi ad esperti e professionisti del settore che conoscano perfettamente la materia, come lo Studio DePaoli a Torino, Ivrea e con uffici e sedi in tutta Italia. L’accesso ad una delle tre procedure può essere negata al debitore, pur avendo tutti i requisiti richiesti, per semplici errori procedurali dettati dall’inesperienza o dalla scarsa conoscenza della materia.

Lo Studio DePaoli a Torino, Ivrea e con uffici e sedi in tutta Italia invece ha maturato una lunga esperienza nell'istruttoria e presentazione istanza della Legge 3 del 2012 e sa perfettamente come muoversi, senza lasciare nulla al caso. Il primo passo da fare è raccogliere tutta la documentazione necessaria con la massima meticolosità ed attenzione. Hai troppi debiti e non sai come uscirne? Contattaci per avere maggiori informazioni.

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